Una recente ricerca internazionale ha rivelato un fenomeno sorprendente nascosto sotto chilometri di ghiaccio in Groenlandia: in alcune condizioni il ghiaccio profondo della calotta glaciale può comportarsi come un fluido estremamente viscoso. La scoperta, pubblicata nel febbraio 2026 sulla rivista scientifica The Cryosphere, offre una nuova prospettiva sulla dinamica interna delle grandi calotte glaciali e potrebbe contribuire a migliorare i modelli climatici globali.

Un mistero nascosto sotto il ghiaccio

La calotta glaciale della Groenlandia è il secondo più grande deposito di ghiaccio della Terra dopo l’Antartide e copre circa l’80% dell’isola. Questa gigantesca massa di ghiaccio raggiunge spessori di diversi chilometri e rappresenta uno dei principali serbatoi di acqua dolce del pianeta.

Negli ultimi anni, radar aerotrasportati e analisi stratigrafiche hanno rivelato la presenza di strane strutture interne simili a grandi “plume” o vortici nel ghiaccio profondo. Per oltre un decennio gli scienziati non sono riusciti a spiegare l’origine di queste formazioni.

Il nuovo studio guidato dal glaciologo Robert Law e da ricercatori dell’Università di Bergen, in collaborazione con la NASA e altre istituzioni internazionali, suggerisce una possibile soluzione: queste strutture potrebbero essere generate da convezione termica all’interno della calotta glaciale.

Quando il ghiaccio scorre lentamente

Normalmente immaginiamo il ghiaccio come un materiale rigido e fragile. Tuttavia, nelle profondità della calotta groenlandese le condizioni sono molto diverse.

A grandi profondità:

  • la pressione diventa enorme
  • la temperatura si avvicina al punto di fusione
  • il ghiaccio subisce deformazioni lente ma continue

In queste condizioni il ghiaccio può deformarsi e scorrere lentamente nel tempo, comportandosi in modo simile a un fluido molto viscoso.

Secondo lo studio, le differenze di temperatura tra strati più profondi e più superficiali potrebbero generare correnti convettive estremamente lente, analoghe ai movimenti che avvengono nel mantello terrestre.

Gli scienziati hanno scoperto inoltre che il ghiaccio profondo potrebbe essere fino a dieci volte più “morbido” di quanto ipotizzato nei modelli precedenti, rendendo possibile questo movimento interno su scale temporali di migliaia di anni.

Implicazioni per il clima e il livello dei mari

Comprendere come si muove il ghiaccio all’interno delle calotte polari è fondamentale per prevedere il futuro delle regioni artiche.

La Groenlandia sta già perdendo ghiaccio a un ritmo crescente e lo scioglimento della sua calotta contribuisce all’innalzamento globale del livello dei mari. Gli scienziati considerano questa enorme massa glaciale uno dei fattori chiave nel futuro equilibrio climatico del pianeta.

Secondo i ricercatori, la nuova scoperta non significa necessariamente che il ghiaccio si scioglierà più velocemente, ma potrà aiutare a migliorare la precisione dei modelli che stimano l’evoluzione futura delle calotte glaciali e l’aumento del livello degli oceani.

Un sistema più dinamico del previsto

La ricerca dimostra che le grandi calotte glaciali non sono semplici blocchi statici di ghiaccio, ma sistemi dinamici e complessi con processi interni ancora poco compresi.

Scoprire che il ghiaccio può muoversi lentamente al suo interno come un fluido apre nuove domande sulla fisica delle calotte polari e sul loro ruolo nel sistema climatico terrestre.

Gli scienziati continueranno a studiare queste strutture profonde con nuovi modelli e osservazioni radar, nel tentativo di comprendere meglio i processi che avvengono sotto chilometri di ghiaccio e che, nel lungo periodo, potrebbero influenzare l’evoluzione del nostro pianeta.


Fonte scientifica

Law R., Born A., Voigt P., MacGregor J.A., Guimond C.M.
Exploring the conditions conducive to convection within the Greenland Ice Sheet,
The Cryosphere, 2026.

Nota immagine:
Elaborazione digitale a scopo illustrativo. La grafica rappresenta in forma semplificata e concettuale i possibili movimenti convettivi nel ghiaccio profondo della calotta groenlandese e non costituisce una rappresentazione scientifica precisa delle osservazioni dello studio.

Redazione

Redazione