Le aziende familiari costituiscono la più antica e diffusa tipologia di impresa presente nel mondo. Si stima che circa l’80% di tutte le imprese esistenti al mondo siano family business. Una percentuale che risulta collegata, in ogni caso, alla più ampia o restrittiva definizione di azienda familiare adottata. Del resto, non esiste una definizione di azienda familiare accettata in modo unanime a livello economico e imprenditoriale.

Tali aziende - definite nel 2009 dal Family Business Group, istituito dalla Commissione Europea, e disciplinate, nel contesto italiano e sotto un profilo giuridico, dall’art. 230-bis del Codice Civile - presentano punti di forza, punti di debolezza nonché specificità anche uniche e originali per risorse (familiness) rispetto alle aziende non familiari.

Le family business sono chiamate ad affrontare, in una società globalizzata e dinamica, continue sfide che richiederanno oculatezza e competenza nonché visione di lungo periodo, salvaguardando quanto costruito e ricercando la sopravvivenza nel tempo e attraverso le generazioni. Tra le numerose sfide, oltre a quella del passaggio generazionale e del confronto intergenerazionale, ricorderemo quella dell’innovazione green.

L’innovazione, intesa come bene immateriale e come bene pubblico, costituisce un motore dello sviluppo economico e un fondamentale fattore di vantaggio competitivo. Quest’ultimo dovrà tener conto dell’importanza del conseguimento anche dei risultati non economici in un solco responsabile e sostenibile.

Nel corso dei tempi le aziende familiari, pur nei loro connotati di minore propensione agli investimenti e di maggiore accortezza nel cambiamento, hanno introdotto numerose innovazioni dirette a promuovere la crescita economica e la diffusione di benessere. Innovazioni, anche ambientali, caratterizzate dalla generazione di esternalità positive, supportate in molti casi da forme di sostegno pubblico, così come è avvenuto nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale grazie al Piano Marshall, e connesse in parte ai brevetti che costituiscono sia un monopolio temporaneo diretto ad escludere terzi dal godimento e sia, attraverso la tutela, una forma di incentivo all’innovazione e all’innovatore. SI pensi che nel 1862 furono registrati ben 261 brevetti in Italia. Un numero significativo in quel periodo storico che, peraltro, fu promosso anche dalla ricerca effettuata da parte di alcune imprese familiari. Nel 2024 in Italia i depositi di domande nazionali di brevetto sono stati pari a 12.242 con una percentuale “verde” non trascurabile ascrivibile alle family business.

Al contempo, l’innovazione dovrà essere rispettosa dell’ambiente, assumendo connotati sempre più green. Un processo, caratterizzato dallo sviluppo di nuove tecnologie, prodotti e processi ecologici, che si spera possa essere attuato non solo per le richieste degli stakeholders e per i relativi ritorni benefici conseguibili ma anche per un vero allineamento con tali filosofie e valori. Difatti, questo sentito allineamento permetterà all’azienda familiare di poter pensare meglio e agire in modo “verde”, tutelando, tra l’altro, in modo incisivo e sotto un profilo ecologico, il prossimo e i luoghi per quanto di propria afferenza.

Recenti studi hanno evidenziato come le aziende familiari «sono più inclini, rispetto alle imprese non familiari, a sviluppare innovazioni ambientali sostenibili (Traversi e al., 2023)».1 Aspetto che andrebbe anche ricercato nel maggiore legame delle family business con il territorio e nella loro maggiore sensibilità alle esigenze dei luoghi e della collettività. Con riferimento al contesto italiano, e seppure in relazione complessiva alle aziende, strumenti di monitoraggio delle performance di eco-innovazione (Eco-Innovation Scoreboard) attestano l’Italia nel 2025 tra gli eco-innovation leaders europei.2 Considerazione sulla diffusa eco-innovazione italiana estendibile alle family business ampiamente rinvenibili del contesto imprenditoriale italiano.

Si auspica, pertanto, che tali processi di innovazione ambientale nell’ambito delle aziende familiari possano continuare e incrementarsi, venendo magari supportati, in modo più significativo e tra l’altro, con la diffusione di reti di condivisione di pratiche ed esperienze green e con maggiori e più significativi interventi di sostegno pubblico (sussidi, incentivi e altro).


1 Traversi, M., Bannò, M., Trento, S., & Rigo, V. (2022). Imprese familiari e innovazione ambientale sostenibile: analisi del contesto italiano. “Rivista Piccola Impresa/Small Business”, 3, pp. 136-156.

2 Relazione sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive. Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Dipartimento per le politiche per le imprese. Direzione generale per gli incentivi alle imprese. Settembre 2025.


Marco Imperio
Docente universitario a contratto

Redazione

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