Paolo Sarullo e il messaggio contro bullismo e violenza a Sanremo 2026
Dal palco del Festival di Sanremo 2026 arriva il forte messaggio di Paolo Sarullo contro bullismo e violenza tra giovani: la storia dell’aggressione, il processo e il perdono che commuove l’Ariston.
Durante la terza serata del Festival di Sanremo 2026, il palco dell’Ariston ha ospitato uno dei momenti più forti e toccanti dell’edizione: il racconto di Paolo Sarullo, giovane di Albenga (Savona), divenuto simbolo della lotta contro il bullismo e la violenza tra i giovani.
Chi è Paolo Sarullo
Paolo Sarullo ha 25 anni ed è rimasto tetraplegico a seguito di una brutale aggressione avvenuta il 19 maggio 2024. Quella notte, mentre usciva da una discoteca e stava recuperando il suo monopattino per tornare a casa, fu avvicinato da un gruppo di ragazzi molto giovani che tentarono di rapinarlo.
Uno di loro lo colpì con un pugno: Paolo cadde a terra, battendo violentemente la testa sull’asfalto.
Le conseguenze furono devastanti:
- due interventi chirurgici;
- tre mesi di coma;
- perdita dell’uso di braccia e gambe.
Il processo
I quattro aggressori sono stati identificati e processati.
- L’autore materiale del pugno è stato condannato a sei anni di carcere per lesioni personali e rapina aggravata.
- Gli altri componenti del gruppo sono stati condannati principalmente per omissione di soccorso.
È stato inoltre disposto un risarcimento di 1,2 milioni di euro per Paolo e di 200.000 euro per la sua famiglia.
Il procedimento è ancora in corso per l’ultimo grado di giudizio in Cassazione, ma le sentenze d’appello sono già state emesse.
Il messaggio all’Ariston
Paolo desiderava fortemente essere presente fisicamente a Sanremo, come ha spiegato il direttore artistico e conduttore Carlo Conti. Non potendo partecipare di persona, è intervenuto con un messaggio in collegamento da casa.
Le sue parole hanno colpito profondamente il pubblico:
ha dichiarato di aver perdonato i suoi aggressori, ma ha ribadito con forza che quanto gli è accaduto non deve mai più succedere.
Con grande lucidità e coraggio ha concluso con un incoraggiante:
«Non si molla»
Una frase semplice, capace di strappare un sorriso commosso allo stesso Conti e a tutto il pubblico dell’Ariston.
Un simbolo contro la violenza
La testimonianza di Paolo Sarullo ha trasformato Sanremo 2026 in qualcosa di più di un festival musicale: è diventata una presa di posizione netta contro bullismo, violenza e aggressioni tra giovani.
Si tratta di fatti gravissimi e chi sbaglia deve pagare. Ma il messaggio di Paolo va oltre la condanna: parla di responsabilità, consapevolezza e prevenzione, affinché nessun altro debba vivere una tragedia simile.


