Il Milan piega l’Inter nel derby e riapre lo scudetto: adesso comincia il vero campionato
Il derby di Milano ha di nuovo un padrone. Ed è il Milan.
Una vittoria pesante, rumorosa, carica di significati. Non soltanto per la supremazia cittadina contro l’eterna rivale Inter, ma soprattutto per ciò che questa partita può rappresentare nella corsa allo scudetto della Serie A.
Il Milan vince con autorità, con carattere, con quella determinazione feroce che si vede solo nelle grandi notti. Il derby non è mai una partita come le altre, ma questa volta valeva molto di più: poteva chiudere il campionato oppure riaprirlo.
E i rossoneri hanno scelto la seconda strada.
Classifica riaperta
Il successo cambia la prospettiva della classifica: da meno dieci a meno sette quando mancano dieci giornate alla fine. Non è ancora una rimonta compiuta, ma è abbastanza per accendere una scintilla.
Perché nei finali di stagione la pressione cambia, le certezze si incrinano e ogni partita diventa un passaggio decisivo.
Il derby di Allegri
La squadra di Massimiliano Allegri ha giocato un derby da grande squadra: organizzazione, aggressività e compattezza.
Non si è mai fatta chiudere dall’Inter, con i giocatori rossoneri sempre in movimento sia con la palla sia senza.
Un Milan sempre dentro la partita, sempre pronto a mordere il momento giusto.
Pavlović, muro rossonero
La difesa rossonera ha trovato in Strahinja Pavlović un vero gigante: dominante nei duelli, preciso nelle chiusure, leader silenzioso di una retroguardia che ha concesso pochissimo all’attacco nerazzurro.
Il lampo decisivo
Ma le partite si vincono anche con i lampi.
E quello decisivo è arrivato dal sinistro di Pervis Estupiñán, autore di un gol magnifico che ha fatto esplodere il popolo milanista e piegato la resistenza interista.
Il derby si decide così: con un momento, con un dettaglio, con un colpo che cambia la storia della serata.
Sei derby di fila
C’è un dato che pesa come un macigno nella storia recente della stracittadina:
per il Milan questa è la sesta vittoria consecutiva nei derby.
Un dominio che racconta quanto i rossoneri riescano a trasformarsi quando davanti c’è l’Inter.
La corsa allo scudetto
Eppure la strada verso lo scudetto resta lunga.
I sette punti di vantaggio dell’Inter non sono pochi e i nerazzurri restano padroni del proprio destino. Il Milan dovrà correre senza fermarsi, sperando allo stesso tempo in qualche passo falso della capolista.
Il primo ostacolo è già dietro l’angolo: la trasferta allo Stadio Olimpico contro la Lazio, una partita delicata nella quale i rossoneri dovranno fare a meno dello squalificato Adrien Rabiot.
La lezione della stagione
Se il Milan vuole davvero alimentare il sogno scudetto dovrà imparare soprattutto una lezione che questa stagione ha già insegnato più volte:
non perdere punti contro le squadre meno quotate.
Paradossalmente i rossoneri hanno spesso brillato contro le grandi — dall’Inter alla Roma e contro molte rivali di vertice — mentre proprio contro le cosiddette “piccole” sono arrivati risultati inattesi e pesanti rallentamenti.
Ed è proprio lì che si decide un campionato.
Il finale di stagione
Le ultime dieci giornate saranno una corsa nervosa, piena di tensione, dove ogni errore può cambiare gli equilibri.
L’Inter finora ha mostrato solidità e continuità, ma nel calcio nessun finale è mai scritto in anticipo.
Se i nerazzurri dovessero rallentare anche solo per qualche giornata e il Milan riuscisse a infilare una serie di vittorie, la distanza potrebbe ridursi improvvisamente.
E quando il margine diventa piccolo, la pressione cambia campo.
Sette punti non sono pochi.
Ma non sono nemmeno una sentenza.
Il derby ha lasciato un messaggio chiaro al campionato:
il Milan non ha alcuna intenzione di arrendersi.
Lo scudetto non è stato assegnato.
La corsa è ancora aperta.
E forse, proprio da questa notte di derby, comincia davvero il vero campionato.


