Ibrahimovic nel mirino della curva
Contestazione crescente contro la dirigenza rossonera dopo una stagione deludente. Anche Zlatan Ibrahimovic, tornato in società con un ruolo strategico, finisce al centro delle critiche dei tifosi che chiedono una rivoluzione totale.
Il clima attorno al Milan è diventato incandescente. La delusione per una stagione ben al di sotto delle aspettative ha aperto una frattura profonda tra la tifoseria rossonera e la dirigenza del club. Nel mirino della protesta non ci sono soltanto i vertici societari e la proprietà, ma anche Zlatan Ibrahimovic, figura simbolo degli ultimi anni milanisti e oggi uomo immagine del nuovo corso targato RedBird. Davanti a Casa Milan sono comparsi striscioni durissimi. Frasi nette, senza possibilità di interpretazione: “Via tutti”, “Non siete degni del Milan” e soprattutto “Ibra vattene”. Messaggi che testimoniano un malcontento sempre più diffuso tra i sostenitori rossoneri, stanchi di risultati altalenanti, scelte societarie contestate e di una gestione percepita come distante dalla storia e dall’identità del club. La rabbia dei tifosi nasce da una stagione che avrebbe dovuto rappresentare il rilancio definitivo del Milan ai vertici italiani ed europei. Dopo lo scudetto conquistato nel 2022 e la semifinale di Champions raggiunta l’anno successivo, l’ambiente si aspettava continuità e crescita. Invece il rendimento della squadra è crollato tra prestazioni deludenti, difficoltà tattiche e un mercato giudicato insufficiente per competere ad alti livelli. In questo contesto, anche Ibrahimovic è finito sotto accusa. Il suo ritorno in società era stato accolto inizialmente con entusiasmo. Per molti tifosi, Zlatan rappresentava il carattere vincente, la mentalità e il senso di appartenenza che avevano contribuito a riportare il Milan al successo negli ultimi anni. Tuttavia, col passare dei mesi, l’ex attaccante svedese è diventato uno dei volti più esposti della nuova struttura dirigenziale. Le critiche riguardano soprattutto il suo ruolo poco chiaro all’interno del club. Ufficialmente senior advisor della proprietà, Ibrahimovic è apparso spesso vicino alle decisioni tecniche e strategiche senza però assumersi pubblicamente responsabilità precise. Una posizione che ha alimentato dubbi e polemiche, soprattutto nei momenti più difficili della stagione. Una parte della tifoseria ritiene che il Milan abbia progressivamente perso identità. L’addio di figure considerate centrali nel progetto tecnico e la gestione di alcune vicende interne hanno aumentato la sensazione di instabilità. Per questo motivo la contestazione si è allargata anche a Ibrahimovic, visto ormai non più soltanto come leggenda del passato, ma come rappresentante dell’attuale dirigenza. La Curva Sud, cuore pulsante del tifo rossonero, ha espresso il proprio dissenso con toni sempre più accesi. Durante le ultime settimane non sono mancati cori contro la società e richieste esplicite di cambiamento radicale. L’impressione è che il rapporto di fiducia costruito negli anni dello scudetto si sia progressivamente deteriorato. Le prossime settimane saranno decisive. La società dovrà scegliere come ripartire, sia dal punto di vista tecnico sia da quello dirigenziale. L’eventuale conferma o ridimensionamento del ruolo di Ibrahimovic potrebbe diventare uno dei temi centrali dell’estate rossonera. Nel frattempo, Milano rossonera resta sospesa tra rabbia e nostalgia. Ma nel calcio, soprattutto quando mancano i risultati, anche i simboli possono diventare bersagli.
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