TEVEROLA – Un invito chiaro, formale e dai toni istituzionali quello rivolto all’Amministrazione comunale di Teverola dal Comitato Costituente Teverola 188 di Futuro Nazionale: adottare con urgenza la definizione agevolata delle cartelle esattoriali per i tributi locali, seguendo l’esempio già intrapreso da diversi Comuni della provincia di Caserta.

Al centro della richiesta vi è l’adesione alla cosiddetta “rottamazione quinquies”, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, che consente ai cittadini di regolarizzare la propria posizione debitoria senza il peso di sanzioni, interessi e more. Un’opportunità che riguarda imposte e tributi comunali quali IMU, TARI, canoni idrici e multe, e che rappresenta, secondo il Comitato, uno strumento concreto di equità fiscale e sostegno sociale.

Il Comitato riconosce che il Sindaco e l’Assessore al Bilancio si siano già attivati per avviare il percorso di adesione alla misura. Tuttavia, evidenzia come, allo stato attuale, risultino ancora mancanti il regolamento attuativo e gli atti amministrativi necessari a rendere operativa la procedura.

Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale dedicata all’approvazione del bilancio, l’Amministrazione avrebbe dichiarato di essere ancora nella fase di studio della normativa. Una posizione che, pur comprensibile sotto il profilo tecnico, solleva preoccupazioni sul piano temporale. Il termine utile per consentire ai cittadini di aderire alla definizione agevolata si colloca infatti nel mese di aprile, rendendo urgente ogni ulteriore passaggio.

Da qui l’appello: accelerare l’iter amministrativo per evitare che una misura potenzialmente decisiva per molte famiglie resti inapplicata. Il rischio, sottolineato dal Comitato, è quello di perdere una concreta occasione di sollievo economico per i contribuenti, soprattutto in un contesto segnato da difficoltà diffuse.

A supporto della propria richiesta, il Comitato ha allegato un modello già adottato da un altro Comune del Casertano, che ha provveduto ad approvare in tempi rapidi un regolamento conforme alla normativa vigente. In quel caso, l’intervento ha consentito di affrontare in maniera strutturata il problema dei crediti non riscossi, accumulati negli anni, e di offrire ai cittadini una soluzione sostenibile.

Il modello proposto si fonda su alcuni elementi chiave: l’esercizio della potestà regolamentare prevista dall’articolo 52 del decreto legislativo 446/1997, l’adozione di un impianto normativo coerente con la disciplina nazionale, il parere favorevole degli organi di controllo contabile e l’approvazione consiliare.

Dal punto di vista operativo, la misura prevede la possibilità di rateizzare i debiti fino a 24 mesi, senza applicazione di sanzioni e interessi, oltre alla sospensione di eventuali fermi amministrativi e ipoteche. È inoltre contemplata l’attivazione di uno sportello dedicato per l’assistenza ai cittadini, con l’obiettivo di accompagnarli nella procedura di adesione.

Secondo il Comitato, iniziative di questo tipo rappresentano una forma di “buona amministrazione”, capace di coniugare rigore finanziario e attenzione alle esigenze della comunità. Non si tratta, sottolineano, di rinunciare alle entrate, ma di renderle effettivamente esigibili attraverso strumenti più equi e sostenibili.

L’appello si inserisce dunque in un dibattito più ampio sul ruolo degli enti locali nella gestione delle entrate tributarie e nella costruzione di un rapporto di fiducia con i cittadini. In questo contesto, la definizione agevolata delle cartelle esattoriali viene interpretata non solo come un provvedimento tecnico, ma come una scelta politica orientata alla coesione sociale.

Resta ora da verificare se e in quali tempi l’Amministrazione comunale di Teverola riuscirà a tradurre in atti concreti l’adesione alla rottamazione quinquies, offrendo così ai cittadini una risposta attesa e, secondo molti, non più rinviabile.

Redazione

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