Crans-Montana (Svizzera) – Una delle notti di Capodanno più drammatiche nella storia recente della Svizzera si è trasformata in tragedia nella località sciistica di lusso di Crans-Montana, dove un incendio seguito da una violenta esplosione ha devastato il bar Le Constellation durante una festa particolarmente affollata.
Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 50 morti e circa 115 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime.

Secondo le prime ricostruzioni delle autorità elvetiche, le fiamme si sarebbero propagate con estrema rapidità all’interno del locale, frequentato in larga parte da giovanissimi. Le cause dell’incendio non sono ancora state chiarite, ma le ipotesi principali fanno riferimento all’accensione di petardi, fuochi d’artificio o candele utilizzate per i festeggiamenti, che avrebbero incendiato il soffitto in legno, favorendo il rapido collasso della struttura.
La Procura generale svizzera ha escluso in modo categorico l’ipotesi di un attentato.

La tragedia ha coinvolto numerosi cittadini stranieri, tra cui molti italiani: tra i 12 e i 15 connazionali risultano attualmente ricoverati in ospedale, mentre 16 sono dispersi.
L’identificazione delle vittime sarà particolarmente complessa e potrebbe richiedere diversi giorni. Alcuni feriti italiani, anche minorenni e con ustioni estese fino al 40% del corpo, sono stati trasferiti a Milano, presso l’ospedale Niguarda, centro di riferimento per i grandi ustionati.

Immediata la risposta dei soccorsi e della comunità internazionale.
L’Unione europea ha attivato il Meccanismo di Protezione Civile, mentre l’Italia ha inviato in Svizzera team sanitari specializzati e psicologi per assistere i feriti e le famiglie delle vittime.
«Una delle peggiori tragedie che il nostro Paese abbia mai conosciuto», ha dichiarato il presidente della Confederazione svizzera, assicurando il massimo impegno per accertare le responsabilità.

Messaggi di cordoglio e solidarietà sono arrivati da tutta Europa. La presidente della Commissione europea ha espresso «profondo dolore per le vittime» e la vicinanza dell’Unione alle autorità svizzere.

Mentre proseguono le indagini e le operazioni di soccorso, Crans-Montana, simbolo del turismo alpino d’élite, si ritrova oggi avvolta dal silenzio e dal lutto, in attesa di risposte su una tragedia che ha sconvolto l’inizio del nuovo anno.

Arnaldo Gadola

Arnaldo Gadola