Giurista, docente, giornalista, editore e uomo delle istituzioni: il profilo di Arnaldo Gadola si distingue per una traiettoria intellettuale e professionale fuori dagli schemi, costruita nel corso di decenni di attività tra diritto, formazione, informazione e politica.

Originario di Recale, comune alle porte di Caserta, Gadola ha iniziato il proprio percorso di studi presso il Liceo Classico dei Salesiani San Giovanni Bosco, formazione che ha rappresentato la base di un iter accademico straordinariamente ampio. Nel corso degli anni ha conseguito numerose lauree in ambiti che spaziano dalla giurisprudenza alle scienze politiche, dalla psicologia alla pedagogia, dall’economia alla filologia, fino alla filosofia, alla linguistica moderna e al management, con particolare attenzione ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e dello sport.

Sul piano giuridico, Arnaldo Gadola ha ricoperto il ruolo di Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere tra il 2010 e il 2011. È avvocato ordinario, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere, e ha inoltre ricevuto la nomina di Giudice Onorario Minorile presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, incarico che testimonia una particolare attenzione ai temi della tutela e della giustizia minorile.

Parallelamente all’attività giuridica, Gadola ha maturato una lunga esperienza nel mondo della scuola come docente statale, insegnando in istituti di ogni ordine e grado, con un approccio didattico spesso definito trasversale e multidisciplinare.

Rilevante anche l’impegno nel settore dell’informazione. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti come pubblicista dal 30 gennaio 1993, è editore e direttore responsabile di diverse testate, tra cui Stampa Campania (quotidiano), Il Giornale dello Sport (quindicinale) e Il Personaggio (mensile), oltre a ricoprire la direzione responsabile del portale StampaCampania.it. In ambito editoriale è inoltre autore di 49 libri, pubblicazioni che attraversano temi giuridici, culturali, sociali e politici.

Sul piano internazionale, Arnaldo Gadola ricopre l’incarico di Deputato dell’International Parliament, organismo di natura intergovernativa, partecipando ad attività di confronto e rappresentanza su scala sovranazionale.

Costante, infine, il suo impegno politico. Nel corso degli anni è stato candidato alle Elezioni Europee (2019 e 2024), al Senato della Repubblica (2018), alla Regione Campania (2015, 2020 e 2025), nonché alle elezioni amministrative di Caserta in più tornate, arrivando a candidarsi anche come sindaco di un piccolo comune del Beneventano nel 2023.

Una figura complessa e articolata, quella di Arnaldo Gadola, che continua a muoversi tra cultura, diritto, informazione e partecipazione pubblica, mantenendo al centro del proprio percorso il legame con il territorio campano e con il dibattito civile nazionale.

Tra diritto, informazione e impegno civile

Dottor Gadola, il suo curriculum colpisce per ampiezza e multidisciplinarità. Da dove nasce questa scelta?
«Nasce da una convinzione maturata molto presto: la realtà non è mai monodimensionale. Diritto, cultura, economia, psicologia e politica sono ambiti che dialogano continuamente. Studiare più discipline è stato per me un modo per comprendere meglio la complessità della società e affrontarla con strumenti adeguati».

Ha ricoperto ruoli rilevanti nella magistratura, nell’Avvocatura e nella giustizia minorile. Che esperienza è stata?
«Essere stato Pubblico Ministero e aver ricevuto la nomina di Giudice Onorario Minorile presso il Tribunale per i Minorenni significa confrontarsi con la responsabilità delle decisioni. In particolare, la giustizia minorile impone uno sguardo umano, educativo e giuridico insieme. È lì che il diritto incontra davvero la persona».

Parallelamente lei è docente statale. Che ruolo attribuisce oggi alla scuola?
«La scuola è il vero presidio democratico del Paese. Ho insegnato in istituti di ogni ordine e grado e vedo quotidianamente quanto sia importante offrire ai giovani strumenti critici, non solo nozioni. Senza formazione non c’è cittadinanza consapevole».

Giornalismo ed editoria rappresentano un altro pilastro della sua attività. Perché ha scelto l’informazione?
«Perché l’informazione è potere, e va esercitata con responsabilità. Dirigere testate come Stampa Campania, Il Personaggio o Il Giornale dello Sport significa dare voce ai territori, raccontare ciò che spesso non trova spazio nei grandi circuiti mediatici. È un servizio pubblico, anche quando svolto da privati».

Lei è autore di 49 libri. Cosa rappresenta per lei la scrittura?
«La scrittura è memoria e progetto insieme. Scrivere significa fissare idee, analizzare fenomeni e lasciare traccia di un pensiero. I miei libri spaziano tra diritto, cultura, filosofia, psicologia, attualità e società perché riflettono il mio percorso umano prima ancora che professionale».

A livello internazionale è deputato dell’International Parliament. Di cosa si occupa questo incarico?
«Si tratta di un organismo intergovernativo che promuove il dialogo tra istituzioni e popoli. Il mio contributo riguarda soprattutto i temi dei diritti, della formazione e della cooperazione culturale. Oggi più che mai servono spazi di confronto sovranazionale».

Il suo impegno politico è costante nel tempo. Cosa l’ha spinta a candidarsi più volte?
«La politica non dovrebbe essere carriera, ma servizio. Mi sono candidato perché credevo nella partecipazione e nel dovere di mettersi in gioco. Anche quando non si vince, si costruisce dibattito, si seminano idee e si rappresentano istanze che altrimenti resterebbero invisibili».

Caserta e la Campania restano centrali nel suo percorso. Perché?
«Perché le radici contano. Il territorio è il luogo dove le politiche diventano vita quotidiana. Caserta e la Campania hanno enormi potenzialità, ma anche criticità storiche che richiedono competenza, visione e coraggio».

In una frase: come si definirebbe oggi Arnaldo Gadola?
«Un uomo normale della società civile che crede nella cultura come strumento di giustizia e nella partecipazione come fondamento della democrazia».

Redazione

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