Come già illustrato negli articoli precedenti dedicati alle numbers stations, vale la pena tornare su uno dei gruppi di ricerca più importanti e longevi che si siano mai occupati sistematicamente di queste enigmatiche trasmissioni: ENIGMA2000.

ENIGMA2000, acronimo di European Numbers Information Gathering and Monitoring Association (Associazione europea per la raccolta di informazioni e il monitoraggio delle numbers stations), è un gruppo internazionale di radioascolto specializzato nello studio delle trasmissioni numeriche in onde corte e di altri segnali radio non identificati, spesso di origine statale o militare.

Il gruppo nasce ufficialmente nel 2000, come naturale prosecuzione delle attività del precedente ENIGMA, un collettivo fondato nel 1993 da un appassionato radioascoltatore dello Yorkshire, Chris Midgley, affiancato sin dagli inizi da Mike Gaufman. Con la cessazione delle newsletter cartacee e lo scioglimento del primo ENIGMA, alcuni membri decisero di non disperdere l’enorme patrimonio informativo raccolto negli anni, dando vita a una nuova fase di monitoraggio e analisi.

ENIGMA2000 sfrutta pienamente le potenzialità di Internet, coordinandosi inizialmente tramite gruppi Yahoo e pubblicando una newsletter bimestrale. Attraverso il mezzo digitale, i membri condividono registrazioni, log di ascolto, analisi delle frequenze e veri e propri libri di stazione, proseguendo un lavoro che in passato avveniva per via postale. Ne emerge un archivio informale, ma sorprendentemente rigoroso, di segnali che sembrano provenire da un’altra epoca.

Le numbers stations come crittografia moderna invisibile

Le numbers stations, attive soprattutto durante la Guerra Fredda ma tutt’altro che scomparse, trasmettono sequenze di numeri, lettere o suoni ripetitivi, spesso accompagnati da segnali musicali o voci sintetiche. Il loro scopo, mai ufficialmente confermato ma ampiamente accettato dagli studiosi, è quello di inviare messaggi cifrati a agenti sul campo, sfruttando la portata globale delle onde corte.

In questo senso, le numbers stations possono essere considerate le eredi radiofoniche dirette della crittografia classica: non più macchine fisiche da scrivania, ma flussi sonori apparentemente innocui, ascoltabili da chiunque, ma comprensibili solo da chi possiede la corretta chiave di decodifica.

Ed è qui che il nome ENIGMA assume un valore simbolico potente.

La macchina Enigma: il modello originario del segreto

La macchina Enigma fu un dispositivo elettromeccanico, simile a una macchina da scrivere, utilizzato principalmente dalla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale per cifrare le comunicazioni militari. Il suo funzionamento si basava su una tastiera, un pannello di lettere luminose e un complesso sistema di rotori cablati che cambiavano configurazione a ogni pressione di tasto.

Ogni lettera digitata veniva trasformata elettricamente in un’altra lettera, secondo un codice che mutava continuamente, rendendo i messaggi estremamente difficili da decifrare. Per leggere un messaggio cifrato era necessaria un’altra macchina Enigma impostata con le stesse identiche configurazioni iniziali: rotori, riflettore e cablaggi.

La macchina fu brevettata nel 1918 dall’ingegnere tedesco Arthur Scherbius, inizialmente per scopi commerciali, ma venne poi adottata massicciamente dalle forze armate tedesche. La sua decifrazione, ottenuta grazie al lavoro pionieristico dei crittografi polacchi e successivamente dei britannici a Bletchley Park, con figure centrali come Alan Turing, contribuì in modo decisivo a cambiare il corso della guerra.

Dal metallo alle onde: un’eredità invisibile

Se la macchina Enigma rappresentava il cuore meccanico della crittografia del Novecento, le numbers stations ne incarnano l’evoluzione più eterea: nessun dispositivo visibile, nessun documento cartaceo, solo numeri sospesi nell’etere.

ENIGMA2000, pur non avendo alcun legame diretto con la storica macchina Enigma, ne raccoglie idealmente l’eredità concettuale: il mistero della comunicazione segreta, l’arte di parlare a tutti senza farsi capire da nessuno.

In un’epoca dominata da Internet e dalla crittografia digitale, queste trasmissioni radio continuano a solcare l’aria come fantasmi tecnologici, ricordandoci che il segreto, a volte, non ha bisogno di silicio o fibra ottica. Gli basta una voce, una frequenza e una lunga sequenza di numeri.

Carmine Silvestri

Carmine Silvestri