Diplomazia civile, dialogo interreligioso e sport: il ruolo delle iniziative dal basso nei processi di pace

**Negli ultimi anni, il tema della diplomazia civile e del dialogo interreligioso è tornato al centro del dibattito internazionale** come strumento complementare alle relazioni diplomatiche tradizionali. Accanto all’azione degli Stati e delle organizzazioni sovranazionali, si è infatti sviluppata una rete di iniziative promosse da attori della società civile, del mondo associativo e culturale, capaci di incidere sui territori e di favorire processi di **coesione sociale** e di **prevenzione dei conflitti**.
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Negli ultimi anni, il tema della diplomazia civile e del dialogo interreligioso è tornato al centro del dibattito internazionale come strumento complementare alle relazioni diplomatiche tradizionali. Accanto all’azione degli Stati e delle organizzazioni sovranazionali, si è infatti sviluppata una rete di iniziative promosse da attori della società civile, del mondo associativo e culturale, capaci di incidere sui territori e di favorire processi di coesione sociale e di prevenzione dei conflitti.
In questo contesto si collocano le attività di Alfredo Maiolese, rappresentante istituzionale italiano impegnato da anni nel dialogo interreligioso e nella cooperazione internazionale per la pace. Maiolese ricopre il ruolo di Segretario Generale e Ambasciatore at large della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), organizzazione intergovernativa, ed è Presidente della European Muslims League (EML), realtà attive su scala internazionale nei settori del dialogo, della cooperazione e della promozione dei valori della convivenza pacifica.
Uno degli ambiti più significativi sviluppati negli ultimi anni riguarda l’utilizzo dello sport come linguaggio universale e strumento di diplomazia sociale. In particolare, l’iniziativa internazionale “Un Calcio alla Guerra – Kick War Away” rappresenta un esempio di come eventi sportivi e culturali possano trasformarsi in occasioni di incontro tra giovani, istituzioni e comunità di diversa provenienza religiosa e culturale. La seconda edizione dell’iniziativa, svoltasi a Genova il 28 dicembre 2025, ha coinvolto enti locali, rappresentanti istituzionali e realtà associative, ottenendo attenzione mediatica anche a livello internazionale.
Secondo numerosi osservatori, iniziative di questo tipo contribuiscono a rafforzare la diplomazia preventiva, favorendo il dialogo prima che le tensioni sociali e culturali degenerino in conflitto. Il valore di tali esperienze risiede soprattutto nella loro capacità di agire sui territori, promuovendo responsabilità condivisa, inclusione e partecipazione civica, in un’ottica di pace concreta e quotidiana.
Accanto allo sport, un ruolo centrale è svolto dal dialogo interreligioso, inteso non come mera dichiarazione di intenti, ma come pratica continuativa di confronto e collaborazione. In diversi contesti europei e mediterranei, progetti promossi da organizzazioni internazionali e associazioni riconosciute hanno dimostrato come la cooperazione tra comunità religiose possa contribuire alla stabilità sociale e alla costruzione di relazioni di fiducia tra cittadini e istituzioni.
In un sistema internazionale sempre più complesso, segnato da crisi umanitarie e conflitti prolungati, il contributo della diplomazia civile e delle iniziative dal basso appare destinato ad assumere un peso crescente. Le esperienze sviluppate negli ultimi anni in ambito europeo e mediterraneo mostrano come pace, dialogo e sicurezza non siano soltanto il risultato di accordi politici, ma anche il frutto di un lavoro costante sul piano culturale, educativo e sociale.


