Dalla Campania a Genova, lo sport che parla di pace: successo per “Un Calcio alla Guerra”
La seconda edizione di Un Calcio alla Guerra trasforma Genova in capitale simbolica della pace: sport, cultura e dialogo istituzionale uniscono Nord e Sud in un messaggio condiviso di convivenza e responsabilità.
Genova è stata capitale simbolica della pace per un giorno grazie alla seconda edizione di “Un Calcio alla Guerra”, l’iniziativa che il 28 dicembre 2025 ha unito sport, cultura e dialogo istituzionale in un messaggio forte e comprensibile a tutti: la pace si costruisce insieme, a partire dalle comunità e dai giovani.
All’evento hanno guardato con attenzione anche molte realtà della Campania, territorio da sempre sensibile ai temi della convivenza, della solidarietà e dell’educazione delle nuove generazioni. Non a caso, il messaggio lanciato da Genova ha parlato a tutto il Paese, coinvolgendo idealmente Nord e Sud in un’unica visione di responsabilità condivisa.
La manifestazione si è articolata in due momenti distinti ma profondamente collegati. Il primo si è svolto presso il campo sportivo di Prà, dove lo sport è diventato strumento educativo e sociale. Giovani e adulti, appartenenti a culture e fedi diverse, hanno giocato insieme in un clima di rispetto e partecipazione. Il momento più simbolico è stato quello in cui bambini e partecipanti hanno sollevato uno striscione con la parola “pace” scritta in più lingue, accompagnando il gesto con un calcio simbolico al pallone, come segno concreto di rifiuto della guerra e della violenza.
Il secondo momento si è tenuto al Teatro del Ponente, in un contesto culturale e istituzionale di grande intensità. La cerimonia si è aperta con l’esecuzione dell’inno nazionale da parte di Giorgio Primicerio, che ha anche condotto l’evento, creando un forte momento di partecipazione collettiva. La serata è stata arricchita dall’esibizione del giovane tenore Davide Pastorino e dal contributo del virtuoso chitarrista Luca Borriello, dimostrando come la musica possa diventare un linguaggio universale capace di unire le persone oltre ogni differenza.
Durante l’evento è stata inoltre letta la Dichiarazione di Genova, un documento che afferma la pace come responsabilità umana condivisa e la convivenza come base delle società future. Un messaggio che risuona con forza anche nel Sud Italia e in Campania, dove la coesione sociale e il ruolo educativo dello sport rappresentano strumenti fondamentali per costruire futuro e opportunità per i giovani.
Promossa e coordinata dall’Ambasciatore at Large Alfredo Maiolese, l’iniziativa si è svolta sotto l’Alto Patrocinio del World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP) e con il contributo della European Muslims League, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni e società civile.
“Un Calcio alla Guerra” ha dimostrato che lo sport può essere molto più di una competizione: può diventare un ponte tra territori, un linguaggio comune tra Nord e Sud e un messaggio positivo capace di arrivare anche alle comunità della Campania, chiamate ogni giorno a trasformare il dialogo e la convivenza in esperienze concrete.
Un esempio virtuoso che guarda al futuro e che invita anche i territori del Mezzogiorno a essere protagonisti di una cultura della pace costruita dal basso, attraverso gesti semplici ma dal significato profondo.

