Dopo anni di delusione verso un sistema che, a suo giudizio, non premia competenza e studio, l’ex candidato chiude definitivamente il capitolo politico. Al centro, una riflessione critica sul ruolo dell’elettorato.

Arnaldo Gadola lascia definitivamente la scena politica e lo fa con parole nette, che suonano come un atto d’accusa contro un sistema che ritiene ormai compromesso. Alla base della sua decisione non c’è soltanto una delusione personale, ma la convinzione che la politica contemporanea sia diventata ostaggio di un meccanismo dominato da ignoranza diffusa, incompetenza e interessi economici.

Secondo Gadola, l’attuale sistema politico non premia competenza, studio e visione, ma favorisce opportunismo, improvvisazione e clientele. «Non conta più saper governare, conta sapersi adattare», è il suo giudizio netto. A suo avviso, la politica è stata progressivamente ridotta a un mercato nel quale si scambiano promesse, favori e consensi, mentre valori, cultura e pensiero critico sono stati espulsi dal dibattito pubblico.

La critica al sistema e all’elettorato

Nel mirino finisce anche una parte dell’elettorato, definita in larga misura disinformata e priva di coscienza civica. «Si vota senza capire, senza conoscere e senza voler conoscere», afferma Gadola, denunciando una società concentrata quasi esclusivamente su denaro, business e tornaconto immediato.

In questo contesto, sostiene, l’ignoranza non rappresenta un incidente, ma uno strumento funzionale al mantenimento del potere. «Un sistema che ha paura della cultura e del pensiero critico è un sistema già fallito», dichiara.

«Me ne vado da vincitore»

Il ritiro non viene vissuto come una resa, ma come una scelta di rottura e di coerenza personale. «Me ne vado da vincitore», ribadisce Gadola, rivendicando la decisione di non adattarsi a un meccanismo che considera degradato e irreversibile. Restare, spiega, avrebbe significato legittimare un sistema che non riconosce più.

Gadola critica inoltre la qualità della rappresentanza politica, accusando un certo elettorato di continuare a votare sempre le stesse figure o nuove figure impreparate, contribuendo a un progressivo impoverimento del confronto democratico. Particolarmente severo è il giudizio sui giovani elettori, ritenuti spesso facilmente influenzabili e indirizzati verso scelte poco consapevoli.

Fine dell’impegno politico, continuità professionale

La decisione riguarda sia la partecipazione a future competizioni elettorali sia l’assunzione di eventuali incarichi pubblici. Dopo numerose candidature, Gadola ritiene che il proprio progetto politico non sia stato adeguatamente compreso e che il significato originario della politica come servizio alla collettività si sia smarrito. Un principio che egli riconduce al pensiero di Jean-Jacques Rousseau, per il quale la politica era innanzitutto impegno civico.

Dal punto di vista accademico, Gadola vanta un percorso fuori dal comune: quattordici lauree, tra cui quella in Scienze Politiche, disciplina nella quale ha approfondito lo studio della teoria politica e dei modelli di partecipazione democratica. Più volte ha dichiarato di non aver mai cercato incarichi per interesse personale, concependo la politica non come una carriera, ma come un servizio.

Nonostante la mancata elezione, afferma di lasciare la politica senza rimpianti. Al contrario, considera questa fase conclusa come l’inizio di un nuovo percorso personale e professionale.

Giornalismo e studi al centro del futuro

«Ora continuerò a lavorare, a studiare e a fare giornalismo», afferma. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 30 gennaio 1993, è editore e direttore responsabile di tre testate: Stampa Campania (quotidiano cartaceo), Il Personaggio (mensile) e Il Giornale dello Sport (quindicinale). Un impegno che proseguirà con continuità, concentrandosi sull’informazione e sull’approfondimento culturale.

Sul piano politico, la scelta appare definitiva. Gadola esclude un futuro ritorno e ritiene che molte delle difficoltà che oggi interessano amministrazioni locali e regionali siano anche il risultato di scelte elettorali non sempre consapevoli.

Con questa decisione, Arnaldo Gadola chiude il capitolo politico, rivendicando il ruolo di vincitore morale e aprendo una nuova fase della propria vita tra lavoro, università, giornalismo e impegno culturale.

Redazione

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